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Pochi sorpassi in Formula 1… Ma perché?

aprile 24, 2018 Comments (0) Views: 221 Ingegneria, Ingegneria Civile

Perchè si formano le buche?

Purtroppo la vita dei guidatori è resa sempre più difficile, non solo dal traffico travolgente, ma anche dalla presenza di buche che a volte assomigliano più a delle vere e proprie voragini. Questo problema è ben noto agli automobilisti romani costretti a procedere spesso a passo d’uomo per evitare di forare gli pneumatici e soprattutto per evitare incidenti. Analizziamo in questo articolo le cause di questo fenomeno:

Cos’è l’asfalto:

Il materiale utilizzato per la realizzazione del manto stradale è l’asfalto; tecnicamente si tratta di conglomerato bituminoso, ottenuto miscelando opportune quantità di inerti a grana grossa (ghiaia), grana fine (sabbia) e bitume che ha la funzione di legante. Il bitume è ottenuto dalla lavorazione del petrolio, ha una consistenza che varia proporzionalmente con la temperatura e risulta essere appiccicoso, ecco perchè utilizzato come legante, ma soprattutto è economico.

L’applicazione del manto stradale viene effettuata a caldo (il bitume risulta essere più lavorabile) dopo aver “grattato” via il manto preesistente ed infine compattato attraverso un macchinario apposito. A fine lavorazione il bitume si rapprende e mette in pratica tutta la sua lezione legante.

Perché le buche?

Ci sono cause naturali che  possono compromettere la tenuta del manto, come escursioni termiche e precipitazioni. Le escursioni termiche comportano un continuo riscaldamento e raffreddamento del conglomerato che lo rende più elastico e deformabile con il caldo e più rigido e fragile con il freddo. Con il tempo questo processo favorisce la formazione di crepe. Le precipitazioni sia nevose che piovose comportano un peggioramento ulteriore della situazione in quanto l’acqua si insinua nelle crepe ed esercita una pressione, allargandole. L’acqua, a causa del continuo passaggio dei veicoli, scava letteralmente la base su cui poggia il manto stradale, aumentando i cedimenti strutturali e quindi favorendo la formazione delle buche. Questo fenomeno è ben visibile durante le precipitazioni, è possibile notare in questi casi pozzanghere di colore marrone per l’elevato contenuto di terra che è emerso per l’effetto erosivo dell’acqua.

Le cause principali per la formazione di buche sono antropiche, è compito delle amministrazioni manutenere continuamente le strade utilizzando materiali adatti e tecniche di applicazioni corrette. Gli errori più frequenti che si commettono sono: utilizzo di materiali scadenti, stesa del manto stradale su manto preesistente senza averlo adeguatamente rimosso o peggio ancora direttamente su terreno.

Investire sulla manutenzione ordinaria a lungo termine fa risparmiare molti soldi, rispetto ad interventi tempestivi in situazioni di emergenza.

Tappare le buche non basta:

La maggior parte delle volte si interviene tappando le buche con bitume a presa rapida a freddo, ma le fessure rimaste in profondità a breve si ramificheranno e creeranno di nuovo la buca. Questo tipo di materiale non è propriamente scaldato ed è di conseguenza poco malleabile: succede quindi che il materiale che dovrebbe tappare il buco non riesce a prendere la forma del buco, occupando ogni spazio vuoto, in pratica non aderisce in maniera adeguata al resto della superficie stradale favorendone il distacco.

Tappare le buche è fondamentale in caso di emergenza ma non è l’intervento definitivo, serve solo ed esclusivamente a livello temporaneo.

La macchina tappabuchi:

Questo macchinario è commercializzato in Italia da Combicons. La “Macchina TappaBuche” sfrutta bitumi modificati ed emulsioni di colmando a caldo per riparare buche e fessurazioni con una procedura e con materiali studiati per prevenire i deterioramenti causati dalle infiltrazioni che il riempimento a freddo normalmente utilizzato fin’ora, non riesce a scongiurare.

Il processo di riparazione si suddivide in 4 fasi: pulizia, emulsione, riempimento e finitura. Innanzitutto la buca viene pulita mediante aria compressa per asportare tutti i sedimenti interni, in modo da favorire l’adesione dell’emulsione bituminosa, successivamente spruzzata, ad una temperatura compresa tra i 50 e 60 gradi per preparare il fondo. La buca viene quindi riempita con un getto di graniglia (pietrisco) e rifinita con uno spargimento di sabbia e ulteriore graniglia fine e asciutta. L’operazione termina con eventuale livellamento a macchina per consentire di ripristinare la viabilità in tempi molto stretti. Un ulteriore vantaggio di tale processo è quello estetico poiché dopo appena 30 minuti la zona riparata tende ad assumere lo stesso aspetto del manto stradale circostante. La durata garantita rispetto alla riparazione convenzionale sarebbe di 2 anni.

https://www.sicurauto.it/news/emergenza-strade-a-roma-scende-in-campo-la-macchina-tappa-buche.html

 

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