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Margaret Hamilton: la donna che ci portò sulla Luna...

Orientiamoci! Determinare l’orientamento di un oggetto (parte 1)

giugno 6, 2018 Commenti (0) Ingegneria, Ingegneria Civile Tempo di Lettura:

La variante di valico

L’A1 (autostrada del Sole) è la principale autostrada del Paese, collega la città di Milano a quella di Napoli passando per Bologna, Firenze e Roma. La lunghezza complessiva dell’intero tracciato è di 759,4 km ed in particolare la lunghezza del tratto che andremo ad esaminare, tra Barberino del Mugello e Casalecchio di Reno, è di 62,8 km.

Scopo

Questo tratto autostradale, prima degli ammodernamenti del 2015, era uno dei più critici, spesso congestionato essendo solo a due corsie per senso di marcia e da condizioni meteorologiche avverse soprattutto in inverno. Proprio nel 2015, sono transitati su tale tratta autostradale ben 96.000 veicoli di cui 23.000 mezzi pesanti. Per risolvere queste criticità si è deciso di raddoppiare questo tratto attraverso un’opera altamente strategica, la variante di valico, inaugurata il 23 dicembre 2015, alla presenza del premier Renzi. La Variante di Valico si inserisce all’interno di un territorio vario ed articolato caratterizzato dalla presenza dei massicci montuosi dell’Appennino tosco-emiliano separati, in genere, da valli strette solcate da corsi d’acqua di carattere per lo più torrentizio. Il cliente potrà ora scegliere liberamente se percorrere il nuovo tracciato, che permette un importante risparmio in termini di tempo e carburante, oppure quello originale, storico, più panoramico e turistico.

 

Descrizione

La variante è costituita da 3 tratte di riferimento:

prima tratta: Sasso Marconi – La Quercia

seconda tratta: La Quercia – Aglio

terza tratta: Aglio – Barberino

La nuova Variante di valico – secondo i dati di Autostrade- ridurrà di oltre il 30% i tempi di percorrenza, con un risparmio annuo complessivo di circa 100 milioni di litri di carburante. Il tratto verrà percorso ogni giorno da 89.000 veicoli, con punte di quasi 25.000 camion e pullman.

La prima tratta e la terza tratta hanno previsto l’ampliamento e l’ammodernamento dell’attuale A1 mentre la seconda tratta ha previsto la costruzione di una nuova e parallela autostrada all’ A1.

Prima tratta Sasso Marconi-La Quercia lotti (0-4)

Fu aperta nel 2006 dopo 4 anni di lavori, la sua lunghezza è di 19,4 km e tra i principali benefici c’è l’ampliamento a 3 corsie per senso di marcia del tratto. In corso d’opera, è stato aggiunto un ulteriore lotto, il cosiddetto lotto 0, lungo 4,1 km, da Casalecchio a Sasso Marconi. Il tratto è stato aperto al traffico verso la fine del 2009 ed è consistito nell’ampliamento a 3 corsie più quella di emergenza e nell’allestimento di barriere fonoassorbenti.

Secondo tratta: La Quercia – Aglio (5-12)

E’ il tratto più lungo, con ben 32 km e a differenza degli altri due costituisce una via alternativa (direttissima) rispetto al trattato originale ancora in esercizio, ma più lungo. Caratterizzata da una nuova sede stradale con carreggiate separate e tre corsie continue per senso di marcia (due di traffico e una di emergenza). L’elemento centrale della tratta è la Galleria di Base, l’opera più importante della Variante di Valico: 8.6 km di lunghezza e valico posto a 490 metri di altezza, 226 metri sotto l’attuale Galleria Citerna. Dalla sua data di inaugurazione 23 dicembre 2015, il cliente può scegliere se percorrere la “direttissima” o la “panoramica” (vecchio tracciato).

Terza tratta: Aglio – Barberino (Lotto 13)

Per la terza tratta fra Aglio e lo svincolo di Barberino del Mugello di 6,1 km, il progetto ha previsto la realizzazione di una nuova carreggiata a tre corsie (con corsia di emergenza solo all’aperto) a senso unico verso sud, utilizzando invece per intero l’attuale sede autostradale in senso unidirezionale verso nord. In questo modo la direzione nord ha quattro corsie a disposizione. L’intervento ha comportato anche il completo rifacimento dello svincolo di Barberino del Mugello; questa tratta è stata aperta al traffico nel dicembre 2015.

Dati tecnici

L’opera complessivamente è caratterizzata da 45 opere principali di cui: 23 viadotti (per uno sviluppo totale di circa 10 km) e 22 gallerie (per un totale di 29 km). I restanti 19,7 km sono realizzati in sede naturale o trincea.

Tra le principali novità apportate sicuramente sono da sottolineare quelle relative all’allargamento della sezione stradale, si è passati dalle 2 alle 3 corsie per senso di marcia più la corsia di emergenza. Le dimensioni riportate di seguito sono quelle relative alla sezione stradale di categoria A cioè autostradale:

  • 3,50 m per la corsia di sorpasso veloce
  • 3,75 m per le corsie di sorpasso e di marcia normale
  • 3,00 m per la sosta di emergenza
  • 4,00 m per lo spartitraffico

I tratti in galleria sono caratterizzati da due corsie di marcia da 3,75 m e una corsia di emergenza, per maggior sicurezza, anch’essa da 3,75 m.

Le pendenze del profilo longitudinale si mantengono intorno al 2% e la quota massima di valico è stata abbassata dai 716 m s.l.m. del percorso attuale a 490 m s.l.m.

La realizzazione di questa fantastica opera ingegneristica non è stata semplice a causa di un territorio morfologicamente complesso, essendo quello dell’Appennino, ecco perché la necessità di realizzare molte gallerie e viadotti. Da sottolineare dal punto di vista strutturale i viadotti Aglio, Reno e Lagaro, con luci di campata rispettivamente di 148, 135 e 118 m.

Galleria Sparvo e la TBM “Martina”

Il fiore all’occhiello di questa impressionante infrastruttura è sicuramente la galleria Sparvo realizzata con la più moderna tecnologia a disposizione in materia di scavi meccanizzati: la Tunnel Boring Machine (TBM-EPB) di proprietà di Toto Costruzioni che consente di avere una sezione di scavo incredibile, di ben 200 mq^2.

La TBM è stata progettata in collaborazione con l’Azienda USL di Bologna e l’Università di Bologna, la fresa è stata costruita in Germania presso gli stabilimenti della Herrenknecht ed è stata, con i suoi 15,70m, la prima fresa scudata a superare il diametro di 10m, per una lunghezza complessiva di 110 m ed un costo che si aggira intorno ai 50 mln/€.

Grazie a questa talpa meccanica soprannominata “Martina” è stato possibile ottenere un avanzamento dei lavori superiore di 10 volte rispetto a quello ottenuto con la tecnologia tradizionale, maggiore sicurezza degli operai e un minore impatto sull’assetto idrogeologico.

Sono riportati di seguito alcuni dati tecnici della TBM:

  • Diametro: 15.615m (pari ad un edificio di 5 piani)
  • Scudo: 12.115m; Back up: 118m (più di un campo di calcio)
  • Forza di spinta: 315.88/418.542 kN
  • Potenza installata: 12.000 kW
  • Potenza testa fresante: 18.000 kW (sufficiente ad alimentare 6.000 abitazioni)
  • 2 camere iperbariche con una pressione fino a 6 bar (pressione a 60 m sotto la superficie del mare)
  • Volume di scavo 7.9 m^3 di terra

 

 

E’ consigliata la visione del seguente video per avere una conoscenza più approfondita riguardo la galleria Sparvo, il viadotto Aglio e la TBM Martina.

 

 

 

 

 

Fonti:

http://www.autostrade.it/it/web/variante-di-valico/opera/i-numeri

http://biblus.acca.it/inaugurata-la-variante-di-valico-dati-foto-e-video-dei-questa-maxi-opera-di-ingegneria/

foto:

http://www.tweetimprese.com/?p=27579

http://totospa.it/2016/12/21/viadotto-aglio-costruito-con-getto-bilanciato-a-sbalzo/

http://www.macchinedilinews.it/galleria-sparvo-record-mondiale-per-la-tbm-martina/

 

 

 

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