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Orientiamoci! Determinare l’orientamento di un oggetto (parte 2)

Energia dal vento – La turbina eolica

giugno 29, 2018 Comments (0) Ingegneria, Ingegneria Civile

Perchè costruire case di legno nella valle dei tornado?

Ogni anno i fatti di cronaca mettono sempre più in risalto la violenza degli eventi climatici causati dal riscaldamento globale. Incredibilmente, è sufficiente un aumento di qualche grado per scombussolare totalmente il clima mondiale e questo fenomeno è tangibile anche alle nostre latitudini, dove si verificano estati sempre più calde e torride, siccità, piogge torrenziali improvvise, raccolti decimati e mini “tornado”.

E’ il caso di abituarci e soprattutto non possiamo essere ciechi di fronte alla realtà dei fatti, anzi dobbiamo rimboccarci le maniche e trovare soluzioni per convivere con eventi climatici di questo genere, in attesa che il mondo si sforzi per ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera.

Sicuramente gli uragani che ogni anno affliggono le terre caraibiche e il Golfo del Messico, non sono eventi straordinari. In quelle zone si verificano da sempre fenomeni atmosferici di incredibile violenza, con venti che soffiano a più di 300 km\h, eppure ogni volta lo scenario è sempre lo stesso, città rase al suolo, terre inondate e morte.

Quest’anno l’uragano “Irma”, dopo aver portato rovina e distruzione nelle isole caraibiche tra cui, Barbuda, Porto Rico e Cuba, ha raggiunto le coste della Florida, negli USA, costringendo milioni di persone a trasferirsi momentaneamente altrove per mettersi in salvo. Irma passerà la storia non solo per aver raggiunto, con i suoi venti, velocità prossime ai 305 km\h in mare aperto, ma anche per aver avuto una pressione di appena 913 mb nel suo “occhio” (di gran lunga inferiore con quella all’esterno), ed infine peraver  dato luogo ad un fenomeno di intensità tale da costringere i meteorologi a creare una nuova “classe” per poterlo categorizzare, la 6°.

A questo punto, è lecito chiedersi cosa spinge a costruire edifici in legno, così fragili e leggeri.

Le risposte risiedono nella storia e nelle tradizioni di questi popoli.

  • Come sappiamo, i primi coloni arrivarono dall’Europa dopo un viaggio estenuante e di certo non poterono trasportare materiale per l’edilizia, di conseguenza dovettero organizzarsi con le risorse locali, in particolar modo con il legno. Negli USA è tutt’oggi un materiale diffuso ed economico e le tecniche per la sua lavorazione, affinate nei secoli, lo rendono largamente utilizzato.
  • Costruire una casa in legno è estremamente veloce rispetto ad una in cemento armato e i costi di ristrutturazione sono notevolmente ridotti.
  • Le abitazioni in mattoni sono considerate un “bene di lusso”, dunque chi le possiede deve pagare una tassa sulla casa, a differenza di chi ne possiede una in legno e quindi  esente da tassazione.
  • In America la concezione della casa è totalmente diversa dalla nostra, L’americano medio cambia casa diverse volte nella vita, è un bene considerato quasi al pari della macchina, mentre nel nostro caso è un bene per la vita.
  • Il crollo di una casa in legno sicuramente provoca un danno minore rispetto a quello di una struttura in cemento armato.

Ecco spiegato il perché delle immagini che solitamente siamo abituati a vedere durante i notiziari, immediatamente dopo la catastrofe.

 

 

 

Fonti:

http://www.meteoweb.eu/2015/04/perche-gli-americani-costruiscono-case-di-legno-anche-nella-tornado-valley/428479/

https://www.focus.it/ambiente/natura/uragano-irma-categoria-6-con-venti-a-305-km-ora

 

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