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Maggio 7, 2019 Commenti (0) Scienza, Scienze Naturali Tempo di Lettura:

Spiagge, il lato nascosto #2

Il lato selvaggio delle Spiagge

Nell’articolo precedente abbiamo scoperto il lato verde e incontaminato dell’ambiente delle spiagge fin troppo bistrattato. Oggi vi racconterò delle incredibili specie animali che possono sfruttare questo ambiente così peculiare e diversificato.

 

Eterogeneità = “Biodiversità” assicurata

Se non vi ricordate le numerose e ravvicinate fasce di vegetazione di una spiaggia sabbiosa naturale vi consigliamo di fare un salto qui per osservare lo schema, tranquilli, noi rimarremo qua ad aspettarvi per il prossimo viaggio alla scoperta di molti animali di cui alcuni poco convenzionali.

Cosa vorrà mai dire questo sottotitolo? Cos’è la Biodiversità? Ok, non ci si potrà dilungare con lezioni di sistematica e tassonomia, né tanto meno vi riporteremo grosse definizioni. Cercheremo di accontentarci dicendo che un’elevata biodiversità può schematizzarsi come un elevato numero di specie (quanto semplicismo, sono sicuro che qualcuno all’università ha già avuto un attacco di cuore). Tutto ciò sarà il caso degli ecosistemi costieri?

Beh, iniziamo con il dire che trovarsi così tante diverse associazioni vegetali in uno spazio così ristretto comporta necessariamente ad una diversità di specie animali che sfrutteranno uno o più di tali fasce ottenendo così numerose specie animali in brevissime distanze! Inoltre, non mancano decine di specie uniche di questi ambienti così avversi!

 

Non solo biodiversità

Per un ambiente così estremo non è tanto importante il dato arido di quante specie ci siano ma è affascinante scoprire tutta una serie di adattamenti che hanno reso consona la vita qui. Allora, passando dalle foglioline più carnose e ricche d’acqua, ai frutti secchi di pancrazio marino leggeri come le piume per raggiungere nuove spiagge, ora racconterò di coleotteri con creme naturali contro gli UV fino ad arrivare a chi a perso la sua “corazza” per farsi una scorpacciata di chiocciole e…

 

Nascondino tra la sabbia

Chi viene trovato è spacciato! Sto parlando della cosiddetta endofauna! Questi invertebrati marini vivono all’interno del sedimento sabbioso all’interno di gallerie a U o infossati. Sono degli importanti filtratori e risorsa alimentare per molti uccelli limicoli (uccelli particolarmente adattati alla vita su sponde sabbiose o limosi di acque interne o marine).

Figura 1: Spaccato del sedimento sabbioso. Si possono osservare anellidi marini (policheti) e vari molluschi bivalvi.

 

Figura 2: Una probabile pittima (genere Limosa).

 

Figura 3: Il fratino, specie protetta in Italia.

 

La battigia: terra di tutti e di nessuno

Apparentemente, quella zona di spiaggia in cui il mare calmo arriva ad accarezzare con le sue onde delicate, sembrerebbe pressoché disabitata. Tuttavia, in un ambienta naturale, dove l’uomo non passa con il trattore a deturpare il paesaggio, le alghe e le foglie di Posidonia oceanica spiaggiate (pianta marina avente fusto, radici, foglie, fiori e frutti) offrono riparo e cibo per minuscoli invertebrati tra cui i simpatici e schizzati anfipodi (fanno salti tripli carpiati all’indietro per sfuggire dalle beccate di uccelli o altri predatori). Questi crostacei semi-terrestri usano il detrito vegetale spiaggiato come fonte di riparo e cibo.

 

Figura 4: Anfipode o pulce di mare.

 

Predatori in miniatura

Ai crostacei isopodi (Tylidae) e ai coleotteri carabidi diurni del genere Cylindera o notturni fossori del genere Parallelomorphus che percorrono le zone d’accumulo delle alghe, piace la ciccia e perciò cercano in tutti i modi di acciuffare qualche anfipode saltellante che è intento a nutrirsi del detrito!

Figura 5: Crostaceo isopode (famiglia Tylidae).

 

Figura 6: Cicindela (coleottero carabide).

 

Figura 7: Tenaglie in miniatura per questo coleottero carabide (genere Parallelomorphus).

 

Abitanti delle dune

Finalmente sulle dune iniziano ad esserci piante radicanti che offrono tutto un altro mondo di opportunità e, via via che ci si sposta verso l’interno, la salsedine e l’acqua salata diventano sempre meno impattanti sia per la flora che per la fauna.

Rimane però un nemico che durante il giorno da del filo da torcere anche a noi: il sole.

Perciò, per tutti gli animali che non possono utilizzare la crema solare protettiva rimangono poche soluzioni: produrre una “crema solare” naturale o chiudersi in casa finché non si abbassa il sole.

Per tutti quei coleotteri tenebionidi (in latino tenebris = tenebra) e scarabeidi possiedono una colorazione molto spesso scura che li proteggie dall’irraggiamento solare e una corazza spessa che ne riduce l’evaporazione dei liquidi corporei. Per i primi, la dieta si compone di detrito vegetale o anche piccoli invertebrati indifesi o morenti mentre per i secondi si nutrono di polline e sostanze vegetali come le radici delle piante dunali, oltre alla classica dieta coprofaga che possiedono molte delle loro larve.

 Figura 8: Tenebrionide del genere Pimelia.

 

Altri invertebrati come le chiocciole preferiscono ammassarsi a qualche centimetro dalla sabbia rovente sfruttando la vegetazione e sbarrare la loro conchiglia con il loro muco che forma una vera e propria barriera impedendo all’animale di perdere acqua. In questo ambiente, questi animali sono una risorsa alimentare importante per molti altri coleotteri!

Figura 9: Agglomerato di chiocciole (forse Theba pisana, la più comune)

 

Figura 10: Chiocciola mangiata viva da un coleottero che possiede un addome lungo e pieghevole, adatto a questo tipo di predazione!

 

Mangereste per tutta la vita un solo alimento?

Per i bruchi della falena del narciso marino questo non è assolutamente un problema! Con i suoi colori vistosi (aposematici) di nero e bianco, questa succulenta larva cerca in tutti i modi di comunicare ai suoi predatori una certa repellenza e se ne sta buona buona a nutrirsi delle foglie del Pancrazio marino tutto il giorno finché non si trasforma in crisalide e poi in una bellissima… falena dai colori smorti. Questa specie vive solo in questi ambienti sabbiosi dove vive la sua pianta preferita e ciò lo rende un’endemita del mediterraneo insieme alla specie vegetale (specie uniche di una regione geografica).

Figura 11: Larva della falena del pancrazio marino(Brythis crini).

 

“Animali veri ne abbiamo?” direte voi…

E così vi vogliamo accontentare concludendo con un po’ di rettili e mammiferi che possiamo incontrare tra le dune e il retroduna delle varie spiagge italiane:

Figura 12: Branco di lupi ripreso su una spiaggia in Toscana.

 

Se un grande predatore come il lupo si può spingere fin sulla spiaggia, vuole dire che le sue prede ci sono eccome! Cinghiali e daini popolano costantemente gli ambienti retrodunali provenendo dai boschi costieri. Altri mammiferi abituali sono il coniglio selvatico e la volpe!

Rettili tipici sono la classica lucertola campestre  (Podarcis sicula) che fa scorpacciate infinite di invertebrati, la placida testugine di terra (Testudo hermanni) e il biacco (Hierophis viridiflavus), serpente dai colori unici che può predare piccoli uccelli o lucertole facendosi strada tra la vegetazione.

 

Il lato selvaggio della spiaggia

E così, dopo aver creduto che la costa fosse solamente un luogo di ritrovo estivo su cui giocare a pallone o farsi gavettoni, ecco che la realtà è più ampia e piacevole di quel che si può credere! Speriamo di avervi stupito mostrandovi tutti questi animali e i loro peculiari adattamenti ad un ambiente così estremo. Ora non vi resta che vivere le vostre spiagge preferite tutto l’anno cercando tali animali e osservandoli dal vivo!

 

PhotoCredit:

Figura 1 

Figura 2

Figura 3

Figura 4

Figura 5

Figura 6

Figura 7

Figura 8

Figura 9 e 10: foto di Matteo Garzia

Figura 11

Figura 12

Figura 13

 

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