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Auto elettriche, è solo marketing. O forse no

L’idrogeno- i miti da sfatare

Luglio 5, 2019 Commenti (0) Ingegneria Civile, Ingegneria Energetica, Mini Articoli Tempo di Lettura: 3'

Il futuro di Chernobyl

Prima di parlare degli interventi recenti e futuri sull’ ex centrale nucleare di Chernobyl è doveroso fare un breve excursus storico.

26 aprile del 1986: molti di voi sicuramente ricorderanno questa data, tristemente restata negli annali per il disastro di Chernobyl, cittadina ucraina colpita dal più grave incidente nucleare della storia.
Tale evento causò 31 morti accertate, che secondo le stime dell’ONU salgono ad almeno 4 migliaia. La portata del disastro non colpì solo Chernobyl e le zone circostanti, ma le nubi tossiche arrivarono perfino in Scandinavia e in alcune zone del Nord America.
Come se non bastasse, innumerevoli sono stati i casi di malformazione, di tumori e di altre malattie mortali dovute alle radiazioni.

Cosa successe?

È stata tutta colpa di un errore umano dei progettisti e dei manutentori dell’impianto nucleare. Durante un test al reattore 4, alcuni operatori violarono diversi protocolli e norme di sicurezza. Aggravarono così un difetto di progettazione preesistente alle barre di controllo, che hanno lo scopo di controllare il fattore di moltiplicazione k del reattore. Questo portò ad un drastico aumento della potenza del nocciolo e successivamente all’esplosione del reattore.

La zona circostante alla ex centrale nucleare di Chernobyl resterà radioattiva per almeno altri 24.000 anni. Si parla di circa 30 km quadrati completamente inutilizzabili, o almeno fino ad ora.

Nel 2016 il Ministro dell’ecologia ha annunciato l’idea di rivalorizzare la zona. Ed oggi è stato quasi ultimato un grande parco fotovoltaico che a regime produrrà ben 1 MW di potenza. Consentirà di illuminare ben 2000 case, grazie ai 3800 pannelli solari fotovoltaici e grazie anche alla rete elettrica già realizzata ai tempi della centrale. E’ tuttavia stato necessario costruire i pannelli su una base in cemento in quanto è vietato scavare per non smuovere polveri radioattive.

Ci sono altri 25 km quadrati resi disponibili dal governo ucraino per ulteriori sviluppi di questo tipo, e una sessantina di progetti in gara per aggiudicarseli. Due aziende cinesi sono già partite per costruire una centrale fotovoltaica da 1 gigawatt.

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