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SpaceShipTwo: l’inizio del turismo spaziale

Verso la Luna con Artemis – 1/2

Luglio 30, 2019 Commenti (0) Ingegneria Aerospaziale Tempo di Lettura: 5'

Lo Spazio a cinquant’anni dall’allunaggio

Lo spazio dal 1969 al 2019

La corsa allo spazio è un tema a noi molto caro, non passa giorno senza che si scopra qualcosa di nuovo e si inizino sfide ingegneristiche che lo vedono protagonista. Di fatto, è possibile affrontare difficoltà sempre più grandi solo grazie alle continue sperimentazioni, cominciate negli anni Cinquanta del secolo scorso. Il progresso, si sa, è lento e inesorabile, e l’esplorazione spaziale vanta una storia relativamente giovane, motivo per cui i prodromi della corsa allo spazio sono stati sì lenti, ma estremamente significativi.

Quando tutto ebbe inizio

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’instaurarsi di un clima di tensione fra le superpotenze mondiali, lo sviluppo dell’industria aerospaziale fu scandito da forti dinamismi. Gli americani scommettevano sull’esperienza dell’ingegnere Wernher von Braun, considerato fondamentale nello sviluppo del programma Apollo. I sovietici, d’altro canto, studiavano attentamente i sistemi balistici tedeschi per trarne fondamentali vantaggi sul piano tecnico. Gli Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica giocarono questa partita con fatica e con impegno, sin dai primi lanci dei satelliti artificiali fino alle sonde guidate verso gli altri pianeti del nostro Sistema Solare. L’invio delle prime stazioni spaziali rappresentò un traguardo fondamentale e gettò le fondamenta dell’esplorazione spaziale prolungata. Composte da non più di un paio di moduli, le prime stazioni come Saljut, Mir e Skylab spianarono la via anche per gli attuali studi sulla fisiologia umana, oltre ad inaugurare scenari di collaborazione internazionale.

L’ingegnere Frances “Poppy” Northcutt, scelta come “calcolatrice” per la missione Apollo 8.

L’unione fa la forza! Soprattutto nello spazio

Al giorno d’oggi, gran parte dei successi riscontrati in ambito aerospaziale sono una diretta conseguenza della stretta cooperazione tra gli enti di tutto il mondo. Basti pensare alla ISS, costituita da moduli costruiti in Italia, Stati Uniti, Germania e Giappone e assemblati nell’arco di quasi vent’anni. O, rimanendo sulla Terra, ricordiamo l’Agenzia Spaziale Europea, che coordina le attività delle singole agenzie nazionali europee e regola i rapporti con gli altri enti spaziali, fra cui NASA, JAXA e Roscosmos. Il vantaggio della cooperazione non risiede solo sul piano economico, che di certo porta a significativi risparmi sul bilancio annuale, ma giova anche all’ascesa di un’industria pienamente votata alle tecnologie innovative. Infatti, enti privati come SpaceX™, Virgin Galactic™, Blue Origin™, X Prize Foundation™ promuovono non solo il turismo spaziale ma anche l’innovazione tecnologica, finalizzata a trovare metodi più convenienti per raggiungere obiettivi più alti, spendendo sempre meno risorse.

Da sinistra verso destra: Christina Koch, Alexey Ovchinin e Nick Hague, membri dell’ equipaggio della Expedition 57/58.

 

Cosa ci attende

I recenti successi della SpaceX™ sul riutilizzo di un razzo ed il forte desiderio del suo fondatore Elon Musk di raggiungere il pianeta rosso hanno permesso alle agenzie spaziali di sognare più in grande. Il progetto più recente e più ambizioso consiste nel costituire un ulteriore avamposto nello spazio. Questo sarà il Deep Space Gateway, ribattezzato Lunar Orbital Platform-Gateway, una stazione orbitante attorno alla Luna la cui funzione sarà appunto quella di fungere da punto di giunzione tra la Terra, la superficie lunare e Marte. L’idea di una stazione orbitante risulta particolarmente efficace, in quanto permette di risparmiare sul carburante necessario per gli spostamenti e di evitare rischi di natura sismica. Sarà una strategia valida che ci avvicinerà sempre più all’ obiettivo successivo, ovvero portare l’uomo su Marte.

Rappresentazione digitale del Lunar Orbital Platform-Gateway.

 

Un anniversario speciale

Questa settimana riportiamo non uno ma ben due eventi legati allo spazio. Lo scorso 20 luglio, infatti, si è celebrato il cinquantesimo anno dal primo allunaggio, avvenuto con la missione Apollo 11 dell’omonimo programma spaziale americano. La storica missione, portata avanti dall’equipaggio composto da Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin, ha rappresentato un enorme successo per la corsa alla conquista della Luna. Cinquant’anni dopo, l’evento ritorna all’attenzione di tutti con il lancio della Expedition 60/61, meglio nota come la missione Beyond, che ha già portato gli astronauti Luca Parmitano, Andrew Morgan e Alexander Skvortsov a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

 

Prospettive future per l’esplorazione spaziale

Le missioni successive alla Beyond potrebbero essere strutturate in funzione di futuri interventi nello spazio lunare. La fisiologia del corpo umano sarà sempre oggetto di ulteriori studi, al fine di comprendere appieno gli effetti della microgravità sul corpo umano. Nel frattempo, la sfida sullo spazio resta sempre aperta a nuovi sviluppi. Nel giro di decenni, potrà essere necessario introdurre tecnologie utili a sostenere la vita in una colonia lunare o marziana e, con tutti i buoni propositi, renderla autosufficiente e adatta all’insediamento umano permanente.

In foto: l’equipaggio della missione Beyond. Da sinistra a destra: Andrew Morgan, Aleksandr Skvorcov e Luca Parmitano.

 

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